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Bulgaria: Nesebar, tra medioevo e mare

Vivere in un centro piccolo ha i suoi pro. Uno fra tutti il fatto che in trenta minuti di macchina sei uscito dal centro, hai percorso un po’ di strada statale, ti sei lasciato distrarre dal panorama fuori dal finestrino e sei arrivato in una nuova città. Nello stesso lasso di tempo, a Roma, raggiungiamo appena le case dei nonni, poi uno dei due si immola, rimane alla guida e va’ a cercare parcheggio. A Palermo, in proporzione, in trenta minuti sei riuscito persino a lasciare la macchina. A Ragusa in mezz’ora di strada raggiungi una bella spiaggia, qualunque direzione tu decida di prendere.

Noi viviamo ancora a Burgas e in trenta minuti di macchina, direzione Nord, raggiungiamo Nesebar che in inverno è un paesino di pescatori pulito e composto, mentre in estate si trasforma in zona di villeggiatura di lusso, meta di struscio che neanche via del Corso sotto Natale, complice la famosa spiaggia di Sunny Beach, che le notti d’alta stagione si trasforma in una gigantesca discoteca sul mare (così dicono, se vorrete verificare, fate pure!).

Noi, neanche a dirlo, preferiamo frequentare Nesebar durante l’inverno. E lo facciamo con piacere, perché si mangia buon pesce e perché l’intero paesino, che fa parte del patrimonio UNESCO dal 1983, gode della presenza di numerose chiese medievali, in rovina e non, ben custodite al suo interno. Sorge su di un isolotto vicinissimo alla costa, tanto vicino da essere collegato alla terraferma da un istmo artificiale: lo si percorre, si parcheggia l’automobile e si comincia a perdersi per i vicoli pittoreschi che caratterizzano il centro. All’ora di pranzo l’orientamento si risveglia e guarda caso ci si ritrova in pochi minuti di fronte ad un ristorante. Per noi, sempre lo stesso. Nesebar ci piace così.

Vi lascio a qualche foto scattata durante una fortunata, mite domenica di sole, al profumo di mare.

Per maggiori informazioni, il web è pieno di pagine dedicate ed in ogni lingua.

A Nesebar troverete un museo archeologico.

L’attuale direttrice dell’UNESCO si chiama Irina Bukova. E’ in carica dal 2009 ed è di nazionalità bulgara.

0 replies
  1. unpodimondo
    unpodimondo says:

    Bellissime foto e bellissima descrizione… Grazie per farci conoscere questi spicchi di mondo di cui altrimenti ignoreremmo l’esistenza.
    Le immagini mi hanno destato due curiosità:
    1) Mi sbaglio io, oppure le barche nelle foto hanno tutte lo stesso nome?
    2) E quella curiosa insegna con la scritta “Change No mafia”? Noi italiani ci conoscono anche laggiù? Ahahah!

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