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Veggy, vidi, vici… Un tabulè in Bulgaria!

Ristorante Neptun, dal molo. Burgas.

Qui sul blog, sapete, non propongo ricette. Non mi va molto. Preferisco leggere le mie amate amiche food-bloggers come silvarigobello.com  o le ragazze di foodlovecouture, oltre al ricettario di mia madre che è una specie di vangelo della cucina classica italiana. Sono siciliana! La cultura del mangiar bene fa parte del mio DNA… in famiglia si parla di cibo che è un piacere! Si assaggia, si gusta, si rivanga, si confronta, si reinventa… si spacciano dritte da food-shopping…si vantano conoscenze di ristorantini speciali.. tutto questo è meraviglioso ma di scriverne non ne sento il bisogno. Farò giusto un paio di eccezioni, ora che mi trovo a vivere in Bulgaria per raccontavi due o tre ricette tipiche del posto che mi hanno colpito positivamente.  Read more

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Bulgaria: Sinemorets, paradisi che non ti aspetti

La Bulgaria è un polmone verde. Basta affittare una macchina a Sofia ed incamminarsi verso la costa per rendersene conto. Vaste praterie si alternano a campi coltivati per poi cedere il passo a boschi e foreste fitte fitte di conifere.  Fiumi e laghi spennellano di blu il paesaggio di tanto in tanto. E’ facile incontrare cavalli al pascolo, caprette, poche mucche, magre. Da queste parti le mucche vengono allevate principalmente per il latte. Come il nome di uno dei vini che preferiamo bere qui – No Man’s Land – ci ricorda, qui la terra è di tutti e di nessuno. Pochi sono i proprietari, e spesso non sono bulgari ma ricchi stranieri, per lo più russi. La cultura comunista, rinnegata decenni fa, permea ancora la mentalità di questa brava gente, poco abituata ad avere e a mantenere per sè qualcosa (mentre la cosa pubblica funziona molto bene, ma di questo parlerò in separata sede). Anche per questo, e forse proprio grazie a questo, fuori dai centri abitati più sviluppati, come Burgas, che pur non essendone la capitale, è quasi considerata al pari di Sofia per importanza, tra le città bulgare, dicevo, fuori dagli agglomerati urbani principali, si possono percorrere mezzore e mezzore di strada e sterrati senza incontrare una costruzione, un benzinaio, un ristoro, una capanna… nulla. Solo incantevole e rigogliosa e profumata natura. Logicamente, allontanandosi dalla città, è più facile trovare anche una bella costa.

Una domenica di quest’estate ci siamo spinti con la macchina verso sud, al confine con la Turchia. Read more

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Di buona Bulgaria: i vini

Qui in Bulgaria, il vino, lo sanno fare. E lo sanno fare bene! Hanno imparato milleni fa. Circa tre! Furono addirittura i lontani traci a sperimentare la coltivazione delle viti, invitati da questa terra che è tutta un’ondeggiare di colline ventilate dall’aria di mare, che ben si presta a questo tipo di coltivazione.
Alcune fonti locali raccontano addirittura che i Romani dell’antico impero carpirono qui i segreti della cultura vinicola per poi importarli in Italia, Francia e Spagna. E qui sicuramente qualcuno vorrebbe quantomeno discuterne.. E’ tipico che culture limitrofe si scontrino nel rivendichare la maternità di antiche tradizioni, soprattuto se si tratta qualcosa che porta lustro e ricchezza. In queste situazioni mi piace immaginare di osservare il nostro pianeta dalla Luna, così piccolo… cosa può importare, dopo millenni, infondo, che una tradizione abbia avuto origine in un paese o in un’altro. Trovo più interessanti le sfide proiettate verso il futuro. La sperimentazione di nuove tecniche di coltivazione, per esempio, in questo caso, con l’obbiettivo di raggiungere risultati migliori, a costi inferiori… o la sperimentazine di nuove commistioni, nel caso specifivo dei vini… no?!

Mentre noi chiacchieriamo, i viticultori bulgari non perdono tempo e, per tornare tutto d’un fiato sul nostro pianeta, ai tempi correnti, vi devo dire che i vini bulgari sono presenti massicciamente non solo nel commercio internazionale, ma anche ai concorsi vinicoli più blasonati, e ne escono a testa alta! Bianchi e Rossi.

Per farvi un esempio, al Concours Mondial de Bruxelle 15 case vinicole bulgare erano presenti con ben 58 etichette, 20 delle quali hanno ricevuto dei premi: vi parlo di 2 Grand Gold medals, 5 Gold Medals e 13 silver medals, alle quali si aggiungono alcuni premi speciali. Uno per tutti, il Bulgarian Gold Stallion della Angelus Estate S.A. 2011 è stato nominato tra i 5 vini-rivelazione del 2014. touche!

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Bulgaria: Il Mar Nero, il kuk e l’isolotto di Santa Anastasia.

Cari tutti, eccomi di nuovo qui a scrivere di bella Bulgaria.
Il Mar nero è puntellato da isole piccole o di media grandezza. Nero come la notte, navigando ti rendi conto del perché gli antichi, dopo qualche ripensamento, decisero di chiamarlo proprio così. E’ nero come il petrolio, ma trasparente come l’acqua potabile. Difficile da immaginare, impressionante da vedere.

Domenica 29 Giugno è stata, qui da noi, la prima vera bella domenica di inizio estate dopo un inverno ed una primavera, diciamo, freddini (e qui, giù con tutti i miei post passati sulla meteropatia e i miei disagi quando le temperature vanno sotto i 25 gradi… vabè…). Risalgo al periodo con precisione perchè, cambiando per sbaglio il settaggio della mia mitica testa rossa – sto ancora affinando la tecnica di gestione di queste manine in più che spuntano vicino alle mie mentre faccio le cose più delicate, (ce la farò!) – dicevo, nelle foto che ho scattato quel giorno è rimasta impressa la data. Poco male.
Nonostante qualche nuvoletta sparsa, il sole splendeva alto nel cielo. Che fai, non ne approfitti immediatamente? Dal molo di Burgas partono ogni giorno, tre volte al dì, dei traghetti molto simpatici, tutti rossi, dall’aspetto un po’ vintage, diretti all’isolotto di Santa Anastasia (in bulgaro: Ostrov Sv Anastasiyas). Si chiamano Kuk. Così, decidiamo di prendere il Kuk delle 9.30. Un orario abbastanza comodo per noi che ormai ci svegliamo presto ed anche sicuro per il Piccolo Esploratore che teniamo ancora al riparo dai raggi ruggenti del mezzogiorno.

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Bulgaria, paese europeo!

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Bulgaria: Морска градина, Morska gradina (ovvero) sea garden, il giardino del mare.

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Ridendo e scherzando, tra differenze, congruenze, affetti e diffidenze, viviamo a Burgas da 2 mesi oggi.

Ci tengo a sottolineare questo piccolo traguardo raccontandovi del giardino del mare, il grande parco che ci ha accolto fin dal primo giorno, quando proprio non sapevamo dove andare o dopo quanto tempo mai avremmo potuto augurare un “buongiorno!” a qualcuno.

Il parco di Burgas è enorme. Abbraccia tutta la città e ne ospita i cittadini, i turisti, gli habituè del fine settimana, i ricchi, i poverissimi, soli e con la famiglia, gli sportivi, i panchinari/lagnusi (i dialetti spesso rendono meglio l’idea), giovani, anziani, venditori di pollanche (!!), di zucchero filato e di cianfrusaglie.

Ma soprattutto custodisce un segreto: se ti addentri, passeggiando passeggiando, dopo qualche centinaia di metri trovi …il mare! una spiaggia lunghissima che si sviluppa verso destra e verso sinistra a perdita d’occhio. Certo, il mar nero non è bello come il mediterraneo, però brilla allo stesso modo! E l’idea di poter vedere il mare ogni giorno mi ha conquistata. E l’idea che Gabriele potesse crescere respirando aria di mare per tutto il suo primo anno di vita, mi ha conquistata ancora di più.

Il Sea Garden.

Pensate che, Read more