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Bulgaria: Il Mar Nero, il kuk e l’isolotto di Santa Anastasia.

Cari tutti, eccomi di nuovo qui a scrivere di bella Bulgaria.
Il Mar nero è puntellato da isole piccole o di media grandezza. Nero come la notte, navigando ti rendi conto del perché gli antichi, dopo qualche ripensamento, decisero di chiamarlo proprio così. E’ nero come il petrolio, ma trasparente come l’acqua potabile. Difficile da immaginare, impressionante da vedere.

Domenica 29 Giugno è stata, qui da noi, la prima vera bella domenica di inizio estate dopo un inverno ed una primavera, diciamo, freddini (e qui, giù con tutti i miei post passati sulla meteropatia e i miei disagi quando le temperature vanno sotto i 25 gradi… vabè…). Risalgo al periodo con precisione perchè, cambiando per sbaglio il settaggio della mia mitica testa rossa – sto ancora affinando la tecnica di gestione di queste manine in più che spuntano vicino alle mie mentre faccio le cose più delicate, (ce la farò!) – dicevo, nelle foto che ho scattato quel giorno è rimasta impressa la data. Poco male.
Nonostante qualche nuvoletta sparsa, il sole splendeva alto nel cielo. Che fai, non ne approfitti immediatamente? Dal molo di Burgas partono ogni giorno, tre volte al dì, dei traghetti molto simpatici, tutti rossi, dall’aspetto un po’ vintage, diretti all’isolotto di Santa Anastasia (in bulgaro: Ostrov Sv Anastasiyas). Si chiamano Kuk. Così, decidiamo di prendere il Kuk delle 9.30. Un orario abbastanza comodo per noi che ormai ci svegliamo presto ed anche sicuro per il Piccolo Esploratore che teniamo ancora al riparo dai raggi ruggenti del mezzogiorno.

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