Italiani in Italia: Studio83 (onestà e competenza nel mondo dell’editing)

Italiani in Italia

Giulia Abbate. Classe '83. Italiana, in Italia.Buongiorno a tutti cari amici,

con mia grande gioia siamo giunti al terzo appuntamento con questa rubrica mediante la quale propongo storie di italiani a me contemporanei, in gamba, capaci, che riescono trovare realizzazione pur rimanendo nella nostra amata difficile terra del sole. Circostanze fortunate vogliono che io ne conosca tanti personalmente e con orgoglio, nel tempo, ve li presenterò un po’ tutti.

Giulia Abbate, la prima dell’appello in classe, si occupa di editing e appena le ho chiesto di poter scrivere di lei e della sua agenzia letteraria mi ha subito corretto: “beh, Nico, devi farmi delle domande”.  Uhm!

Dunque, ecco per voi (e anche per me) la mia prima intervista: 

D: Un giorno di un po’ di anni fa, alla penombra di un ultimo banco, passandomi i tuoi auricolari mi dicesti “ascolta”. Senza farmi pregare iniziai ad ascoltare beffeggiando il suo nome. Era Vinicio Capossela. Da allora non l’ho più mollato. Ricordo ancora qualche brano a memoria. Cosa conservi della Giulia di allora e cosa hai rinnovato?

R: Ascolto ancora Vinicio Capossela, tanto per iniziare!
Ho rinnovato moltissimo, lasciando andare tante certezze che avevo. E meno male.

Ho conservato la curiosità, un interesse costante e metodico per il bizzarro e la capacità di ridere insieme agli altri, anche di me stessa, come facemmo allora!

D: Giovane, romana, neolaureata, con già un manoscritto sul curriculum. Cosa ti ha trascinata a Milano?

R: Mi ha trascinata a Milano la forza più potente che ci sia: l’amore. Il mio ragazzo, attuale marito e papà delle mie bambine, viveva a Milano e aveva un lavoro più promettente di quelli che si profilavano a Roma. Così ho approfittato del “salto” di università (dalla triennale alla magistrale), e ho aumentato il raggio: un salto nel vuoto. Non lo rimpiango, ma allora non ne immaginavo la portata e le implicazioni.

D: Roma è considerata la Capitale del sud. Tanti luoghi comuni investono Roma e Milano. Te ne viene in mente qualcuno da sfatare o confermare?

R: Confermo che Milano è bruttissima e Roma esteticamente la batte di tanto.

Confermo che Roma è più disorganizzata e più “araba” di una Milano a misura di formichina operosa.

Sfato il mito dei milanesi stronzi e dei romani simpaticissimi. A Roma noto sempre di più (forse perché ci torno poco) la maleducazione e il pressapochismo che peggiorano la vita sociale, mentre qui a Milano c’è un rispetto per il lavoro degli altri che rende più sopportabile la generale frenesia un po’ aggressiva.

D: Questo anno da neo-genitori all’estero ha permesso a me e mio marito, non senza qualche scomodità, di educare il Piccolo Esploratore a nostra misura, senza quelle interferenze che inevitabilmente, nel bene e nel male, una famiglia presente e numerosa può creare nel rapporto tra genitori e figli. Tu, Giulia, sei moglie, mamma e imprenditrice in una città senza radici. Quali pro e quali contro hai potuto cogliere da questa situazione?

R: Contro tantissimi, pro molto pochi.

Forse perché per natura sono una persona che svicola dagli obblighi e dai ricatti morali e per le influenze esterne ho anticorpi molto combattivi.

La lontananza dalla mia famiglia mi pesa molto, da quando sono mamma. C’è la fatica enorme di fare tutto da sola, senza mai stacchi, e finisce che anche se dai il massimo la stanchezza ti rende una mamma peggiore di quello che potresti essere.

Non ho avuto rotture di scatole da parte di parenti impiccioni, è vero. Ma non ho avuto nemmeno quel supporto naturale e spontaneo basato sulla quotidianità, e i momenti difficili che abbiamo avuto come genitori lo sono stati di più perché eravamo soli.

Ho capito così che un figlio ha bisogno in primis di sua madre, ma la mamma ha bisogno di un “villaggio” che cresca con lei e con il bambino!

D: Mi farebbe piacere che ci parlassi di STUDIO83, un gioiellino di onestà e competenza nello sfrontato mondo dell’Editing.

R: Ho fondato Studio83 nel 2007 insieme alla mia più cara amica Elena Di Fazio, con cui avevo  e ho in comune gli interessi, le passioni, gli studi e anche la voglia di agire.

Studio83 è nata come associazione culturale, per portare un po’ di onestà e competenza nel mondo della critica letteraria, e per aiutare gli autori alle prime armi a non perdersi nella delusione e nei tanti imbrogli del settore. Con il tempo e con l’esperienza si è evoluta diventando una agenzia di servizi letterari dedicata in particolar modo alla pubblicazione professionale indipendente.

La sostanza non cambia: con noi gli autori hanno un affiancamento serio e rispettoso a qualsiasi livello, dal servizio base più economico al pacchetto articolato di servizi. Siamo editor indipendenti decise ad aiutare gli autori a sviluppare il loro stile, a percorrere con più sicurezza la strada espressiva ed editoriale e a diventare gli scrittori che vogliono essere.

D: Un desiderio per il 2015 appena iniziato?

R: Di desideri ne ho tanti,  per indole li trasformo subito in piani operativi. Quindi posso dirti che ho dei progetti, uno dei quali riguarda la stesura di un saggio di scrittura che ha un approccio nuovo in Italia, e che spero di terminare seguendo le tappe che mi sono data.

D: Giulia, consiglia tre libri alle tue figlie.

Ci sono dei libri che adoro e che non lascerò mai, ma mi rendo conto che se ciò avviene è perché quei libri sono giusti per me e per il momento in cui mi trovo quando li leggo. Spero che anche le mie figlie troveranno libri giusti per loro al momento giusto, io cercherò solo di incoraggiarle a cercare.

Al di là dei miei gusti e del mio percorso personale, penso quindi a dei testi che, quando saranno più grandi, proporrò loro per partire da lì e vedere dove si va insieme.

Il primo, che potrebbe essere anche il più vicino nel tempo, è un piccolo romanzo di Ray Bradbury, “L’albero di Halloween”. I superficiali lo definirebbero un libro horror, io lo trovo uno splendido viaggio nella dimensione della morte, un viaggio a misura di bambino che ha tanto da dare anche ai grandi. Coincidenza, me lo ha regalato mio padre.

Il secondo è “Le parole sono finestre (oppure muri)” un saggio di Marshall Rosenberg che esplora i nostri modi di parlarci e di comunicare e ci regala, se la accettiamo, una marcia in più sulla strada verso la libertà, la pace interiore e l’autodeterminazione. Coincidenza, me lo ha passato mia madre.

Il terzo è roba mia: “Cibi per la salute”, un manualone sul cibo, sulle sue proprietà alimentari e curative, sugli abbinamenti, le cotture, le preparazioni. Lo sfoglio molto spesso (la mia grande lo osserva già con curioso rispetto) e mi aiuta a capire meglio cosa, come e quando cucinarlo.

Perché non si vive di sola letteratura!

Grazie per il confronto. Le tue domande mi hanno fatto pensare.

       Grazie amica mia per avermi dedicato del tempo. Le tue risposte mi hanno fatto pensare.

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Italiani in Italia: Kyakodesign e l’arte della grafica

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0 commenti
  1. Stefania Consoli
    Stefania Consoli dice:

    Hai ragione Nicoletta: un sacco di punti in comune con la mia storia! Grazie per questo confronto, mi sento meno sola. Ti abbraccio

    Rispondi

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  1. […] Grazie a te Nicoletta per la splendida opportunità che mi hai dato di parlare del mio lavoro. Devo ammettere che non mi ero mai resa conto di amarlo così tanto. Diceva il saggio Confucio:  “scegli un lavoro che ami, e non dovrai lavorare neppure un giorno in vita tua.”  Un saluto a tutti i lettori di questo splendido blog e della rubrica ‘italiani in Italia’, che trovo davvero geniale. kyako@kyakodesign.com        www.kyakodesign.com       www.facebook.com/kyakodesign Le altre interviste Italiani in Italia: Italiani in Italia: Ugo Parodi Giusino e la sua Mosaicoon Italiani in Italia: Patrizia Volonghi, imprenditrice di successo Italiani in Italia: Serena e Le Pensierose Italiani in Italia: Gaia e Roma, la Città che crea dipendenza Italiani in Italia: Gabriele Dorme Poco Italiani in Italia: Studio83 (onestà e competenza nel mondo dell’editing) […]

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  3. […] R .Ho scelto di colorare con caffe’, vino, curcuma, henné, barbabietola, e altri ingredienti che trovo in cucina,  perché la natura ci regala dei colori e quando posso scelgo lei! D . Adesso ci sono le tue illustrazioni, stai già pensando alla prossima avventura?   R . No!!! Le illustrazioni sono ancora da sviluppare, ci sono ancora tante donne che vorrei rappresentare. D . Hai mai pensato di cambiare paese, andare all’estero, cercare realizzazione altrove? R . Non ho mai pensato di cambiare paese, amo così tanto l’Italia che trovo il bello e il buono anche dove non c’è. Grazie Serena, non posso aggiungere altro che un Grazie per “Pensare Italiano” l’acquarello S-naturato che hai messo a disposizione della mia rubrica, con l’augurio che le tue incantevoli sognatrici continuino ad avere successo con i loro pensieri, sempre diversi, sempre sorprenti. Au revoir mon ami! Le altre interviste Italiani in Italia Italiani in Italia: Patrizia Volonghi, imprenditrice di successo Italiani in Italia: Gaia e Roma, la Città che crea dipendenza Italiani in Italia: Gabriele Dorme Poco Italiani in Italia: Studio83 (onestà e competenza nel mondo dell’editing) […]

  4. […] R . Non sono praticamente mai stata una lavoratrice dipendente (forse per 8 mesi subito dopo la Laurea) quindi direi che fin dagli albori della mia carriera sono stata libera professionista e socia di una società che si occupava di intermediazione di prodotti siderurgici a livello internazionale. All’epoca iniziai per aiutare mio padre grazie al fatto di sapere le lingue straniere. Dal 2008 ho davvero viaggiato in tutto il mondo, ho avuto la fortuna di conoscere realtà diverse, persone diverse per ruolo, estrazione sociale, cultura. Ho imparato a interfacciarmi con tanti clienti in un mondo prettamente maschile, cosa sicuramente non semplice per una giovane Donna. È stata un’esperienza che mi ha formato e che mi ha portato grandi soddisfazioni. Con alcuni cambiamenti sto ora proseguendo con questa attività di intermediazione e parallelamente, nel 2014, anno del mio grande cambiamento, ho aperto con mio zio un’azienda che opera in una nicchia di mercato e che commercializza prodotti in acciaio e componentistica. La cosa interessante è che siamo esportatori al 100%. Oltre a questo business, nel 2013 ho voluto credere in un’idea di mio marito e a ottobre abbiamo aperto la nostra società di consulenza, Sooite Solutions Srl, ( http://www.sooite.it )che propone soluzioni online e mobile per Sales, Teamwork, Finance e HR. Di fatto proponiamo alle aziende la suite di prodotti Zoho.com per la gestione del business, dal sistema di CRM (Customer Relationship Management), al Project Managment, all’assistenza post vendita, fino alla realizzazione di applicativi aziendali personalizzati. Figurati, all’epoca questi per me erano temi assolutamente sconosciuti, ma mi è piaciuto il progetto e, senza rifletterci troppo, ho accettato. Oggi l’attività procede molto bene, siamo anche diventati partner IBM e devo dire che questo lavoro ci sta dando grandi soddisfazioni: abbiamo un team di persone e clienti fantastici di tanti settori diversi. D .  Vuoi raccontarci se hai incontrato difficoltà e di che tipo? Quale scenario si presenta agli occhi di chi – donna o uomo – voglia avviare un’attività imprenditoriale in Italia? R . Beh gli ostacoli e i problemi si incontrano sempre, in qualsiasi tipo di lavoro, credo che nessuno ne sia immune. Nel caso specifico, secondo la mia esperienza, se parliamo di “difficoltà” che chi intende iniziare un’attività deve mettere in conto, sono certamente quelle correlate alla creazione del proprio mercato: puoi avere il prodotto migliore del mondo ma se non lo vendi non vale niente. Quindi bisogna fare conoscere la propria azienda, capire in che modo offrire a potenziali clienti un prodotto o un servizio che risponda alle loro esigenze, essere consapevoli di entrare in un mondo in cui la concorrenza è alta in tutti i settori, con player corretti e altri meno. È quindi importante capire in cosa si può fare la differenza e comunicarlo ai clienti. Oltre a queste problematiche meramente commerciali, gli imprenditori italiani devono quotidianamente affrontare grattacapi finanziari, burocratici e fiscali, senza contare i rischi generali correlati all’attività. Io dico sempre che oggi fare l’imprenditore in Italia è come essere un eroe. D .  Sei una giovane donna che non vuole rinunciare alla cura di se stessa e alla propria femminilità. Non sembra che questo ti abbia frenato in qualche modo, ed è un piacere constatarlo, di questi tempi. Proprio in questi giorni ha destato scalpore la notizia di una donna assunta a tempo indeterminato al nono mese di gravidanza. Qualcosa sta cambiando per le donne nel nostro paese? R . Mi fa molto piacere che ci siano dei segnali di cambiamento in positivo per le Donne, questo è un caso che fa notizia in Italia ma magari al Nord Europa sarebbe considerato assolutamente normale: bizzarro vero?! Siamo assolutamente indietro, la cultura è ancora molto maschilista…. ci vorranno ancora un paio di generazioni come minimo perché le cose cambino seriamente e noi Donne potremo avere veramente la pari considerazione che viene data a un Uomo. Sembrano frasi fatte e concetti triti e ritriti, purtroppo non è così. Non voglio però trascurare una questione: va benissimo tutelare le Donne e il diritto alla maternità, ma attenzione, alcune non si comportano bene nei confronti dell’azienda e del datore di lavoro cercando di approfittare della situazione in modo direi opinabile. Ci vuole buon senso anche in questo caso. D .  Per arrivare al trait d’union delle interviste che propongo per questa mia rubrica che si sta trasformando man mano in un vero e proprio progetto, a quali condizioni vale la pena, a tuo parere, restare in Italia oggi? R . Sicuramente le attività che possono restare in Italia sono quelle ad alto valore aggiunto e in cui il fattore umano è fondamentale: le capacità, il talento e la flessibilità degli Italiani non le ho trovate in nessun paese in cui sono stata. Gli imprenditori lo stanno capendo e ho sentito di diverse realtà che stanno rivedendo i loro piani di delocalizzazione. Sarebbe il momento di capire che la pressione fiscale è troppo elevata per le attività, che il sistema è troppo complesso e non agevola lo sviluppo. Ma dato che questi temi sono eccessivamente complessi da risolvere per le persone che siedono a Roma, mi limiterò a dire che in Italia rimarrà chi saprà aprirsi ai mercati stranieri, chi saprà fare rete e collaborare, chi saprà creare sinergie e comunicare al mercato il proprio fattore distintivo. D .  Grazie al Cielo, grazie anche a donne in gamba come te, sta cambiando l’idea secondo cui una donna debba per forza desiderare dei figli. Mi sembra di avvertire una maggiore libertà anche nel voler dire sinceramente di non volerne o di non sentirsi portate per crescere dei bambini, senza per questo vedersi poi additare come donne di serie-B. Cosa pensi a tal proposito? R . Sono assolutamente convinta che le scelte di ogni Donna non debbano e non possano essere giudicate da nessuno. Queste logiche da medioevo sono solo di coloro che hanno una mentalità ristretta e che non hanno mai messo il piede fuori dalla loro casa, oltre ad essere dei presuntuosi che si arrogano il diritto di giudicare gli altri. Ognuno è libero di fare le proprie scelte, e tali devono essere le Donne: libere.       Patrizia, ormai ci conosciamo da qualche anno e apprezzo ancor più – se possibile – quello che dici, perché perfettamente coerente al tuo modo di essere e di approcciare alla vita. E’ anche per questo che ti ho chiesto di rispondere alle mie domande. Ti ringrazio di cuore per aver creduto in questo mio progetto ed aver accettato di esserne parte! Non so dove ci porterà domani, oggi sicuramente alla pubblicazione di questa interessante intervista che resterà un tassello importante per noi e per chi, Donne e Uomini, avrà il piacere di farsi coinvolgere da “Italiani in Italia”. A presto,            Nicoletta Le altre interviste Italiani in Italia: Italiani in Italia: Serena e Le Pensierose Italiani in Italia: Gaia e Roma, la Città che crea dipendenza Italiani in Italia: Gabriele Dorme Poco Italiani in Italia: Studio83, onestà e competenza nel mondo dell’editing […]

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