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Bulgaria: Nesebar, tra medioevo e mare

Vivere in un centro piccolo ha i suoi pro. Uno fra tutti il fatto che in trenta minuti di macchina sei uscito dal centro, hai percorso un po’ di strada statale, ti sei lasciato distrarre dal panorama fuori dal finestrino e sei arrivato in una nuova città. Nello stesso lasso di tempo, a Roma, raggiungiamo appena le case dei nonni, poi uno dei due si immola, rimane alla guida e va’ a cercare parcheggio. A Palermo, in proporzione, in trenta minuti sei riuscito persino a lasciare la macchina. A Ragusa in mezz’ora di strada raggiungi una bella spiaggia, qualunque direzione tu decida di prendere.

Noi viviamo ancora a Burgas e in trenta minuti di macchina, direzione Nord, raggiungiamo Nesebar che in inverno è un paesino di pescatori pulito e composto, mentre in estate si trasforma in zona di villeggiatura di lusso, meta di struscio che neanche via del Corso sotto Natale, complice la famosa spiaggia di Sunny Beach, che le notti d’alta stagione si trasforma in una gigantesca discoteca sul mare (così dicono, se vorrete verificare, fate pure!).

Noi, neanche a dirlo, preferiamo frequentare Nesebar durante l’inverno. Continua a leggere

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Bulgaria: Plovdiv, la piccola Roma.

Fin dal principio, a cavallo di ogni rientro in Italia ci è piaciuto ritagliare del tempo per noi tre e dedicarlo alla visita di una qualche località bulgara che fosse di strada tra Burgas e l’aeroporto di Sofia. Questa è stata la volta di Plovdiv. Siamo arrivati a Plovdiv un pomeriggio di metà dicembre per poi ripartire intorno all’ora di pranzo del giorno seguente. Dovrei dedicare due post a questa città: uno scritto da quella Me tra i 25 e i 30 fidanzata, neolaureata, nel clou di quel periodo della mia vita che scoppiettava tra tribunali, cancellerie, biblioteche, studi legali, conferenze, incontri, colloqui, nuove conoscenze, caccia ad opportunità, ma soprattutto aperitivi, cenette, amici, teatri, concerti, week end in giro per l’Italia e chi più ne ha più ne metta! Ecco, per quella Me, che esiste ancora – sia chiaro – è soltanto un pochino a riposo, Plovdiv è una città deliziosa. Ideale per passare un week end romantico e divertente, senza farsi mancare pasti sfiziosi e visite culturali di un certo livello. Stiamo parlando di una città universitaria dinamica e giovane, pari a Sofia quanto ad offerte culturali ed intrattenimenti. Persino la scuola di pittura bulgara, che vede il suo massimo splendore intorno agli inizi dell’800, continuerà a coltivare talenti nei numerosi atelier dell’antico centro di questa città.

E’ famosa, a Plovdiv “la notte delle gallerie”: quell’unica notte di ogni anno in cui tutte le gallerie d’arte, generalmente alloggiate in palazzine liberty dagli esterni coloratissimi e con interni dipinti e decorati da stucchi e legni intarsiati, espongono tutte le loro opere al pubblico. Le guide ne parlano, e sui siti internet si può trovare la data che immagino vari di anno in anno, sempre entro i mesi estivi. Passeggiare per il centro storico di Plovdiv è un piacere. Pur essendo abbastanza esteso, è completamente chiuso al traffico. Si erge su sette colli, ed abbraccia un odeon romano, uno stadio romano (un piccolo circo massimo, per intenderci), il foro romano e delle rovine di un insediamento trace risalente al 5000 a.C. Il tutto si può magicamente ammirare in un sol colpo dall’antico teatro romano che invece si trova sulla cima di uno dei colli, che si è conservato benissimo, come gli altri ritrovamenti, e che viene frequentato regolarmente dagli abitanti della città e dai turisti che accoglie.

Ed al suono della parola “accoglienza” mi risveglio e proseguo il racconto rientrando nei miei panni attuali: Continua a leggere

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La piccola Bulgaria

In un grande spazio espositivo, qui a Burgas, è stato messo in mostra quanto di più bello si può trovare in giro per la Bulgaria. La maggior parte dei monumenti fotografati si trova a Sophia.  Poi c’è Plovdiv, con il suo teatro romano, Velico Tarnovo, la vecchia capitale, Nessebar, sito archeologico patrimonio dell’UNESCO, antichi monasteri isolati…
Il tutto, miniaturizzato ad arte.
Per voi, che mi seguite con affetto da quando ci siamo trasferiti, ho immortalato tutto ciò che era concesso fotografare. Ero con un’amica, ci siamo divertite. I bambini si meravigliavano quando premendo un tasto si illuminava il monumento selezionato. Chissà che per le feste  ormai alle porte non vi venga voglia di fare un giro da queste parti! Consideratelo se non temete il freddo; se non avete voglia di spendere molto, ma non resistete alla tentazione di visitare un posto nuovo (prima degli altri) e, soprattutto, se amate girare per mercatini natalizi tenendo tra le mani sfogliatelle al formaggio (banitse) ed un caldo bicchiere di vin brulè o rakia (un liquore locale, per i più duri).
Date pure un’occhiata alle immagini… Continua a leggere

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Bulgaria: Lazur, il quartiere popolare di Burgas.

Ciao a tutti!
Sapete, Burgas è una piccola cittadina…
esiste un punto, nel cuore del centro abitato in cui si incrociano due strade che dividono in tre parti la città: centro storico da una parte, verso l’interno; nuovo quartiere residenziale di lusso a specchio sul mare lato destro; vecchio quartiere popolare Lazur a specchio sul mare lato sinistro. Mi fa piacere mostrarvi, con delle immagini scattate da me, che scatto foto in modo del tutto amatoriale, il quartiere popolare di Burgas, che inizia e si sviluppa alle spalle della zona in cui abitiamo noi.
Passeggiare nel cuore del Lazur può riservare qualche piacevole sorpresa. Continua a leggere

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Bidibi bodibi bù

Oggi ho attraversato la porta del tempo…

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Radici

La famosa scalinata, rivestita con antiche ceramiche della tradizione locale.

Sicilia
terra ricca di profumi,
sapori, colori e suoni.
Fonte inesauribile
di infinite
energie rinnovabili.

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Bulgaria: Sinemorets, paradisi che non ti aspetti

La Bulgaria è un polmone verde. Basta affittare una macchina a Sofia ed incamminarsi verso la costa per rendersene conto. Vaste praterie si alternano a campi coltivati per poi cedere il passo a boschi e foreste fitte fitte di conifere.  Fiumi e laghi spennellano di blu il paesaggio di tanto in tanto. E’ facile incontrare cavalli al pascolo, caprette, poche mucche, magre. Da queste parti le mucche vengono allevate principalmente per il latte. Come il nome di uno dei vini che preferiamo bere qui – No Man’s Land – ci ricorda, qui la terra è di tutti e di nessuno. Pochi sono i proprietari, e spesso non sono bulgari ma ricchi stranieri, per lo più russi. La cultura comunista, rinnegata decenni fa, permea ancora la mentalità di questa brava gente, poco abituata ad avere e a mantenere per sè qualcosa (mentre la cosa pubblica funziona molto bene, ma di questo parlerò in separata sede). Anche per questo, e forse proprio grazie a questo, fuori dai centri abitati più sviluppati, come Burgas, che pur non essendone la capitale, è quasi considerata al pari di Sofia per importanza, tra le città bulgare, dicevo, fuori dagli agglomerati urbani principali, si possono percorrere mezzore e mezzore di strada e sterrati senza incontrare una costruzione, un benzinaio, un ristoro, una capanna… nulla. Solo incantevole e rigogliosa e profumata natura. Logicamente, allontanandosi dalla città, è più facile trovare anche una bella costa.

Una domenica di quest’estate ci siamo spinti con la macchina verso sud, al confine con la Turchia. Continua a leggere

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Di buona Bulgaria: i vini

Qui in Bulgaria, il vino, lo sanno fare. E lo sanno fare bene! Hanno imparato milleni fa. Circa tre! Furono addirittura i lontani traci a sperimentare la coltivazione delle viti, invitati da questa terra che è tutta un’ondeggiare di colline ventilate dall’aria di mare, che ben si presta a questo tipo di coltivazione.
Alcune fonti locali raccontano addirittura che i Romani dell’antico impero carpirono qui i segreti della cultura vinicola per poi importarli in Italia, Francia e Spagna. E qui sicuramente qualcuno vorrebbe quantomeno discuterne.. E’ tipico che culture limitrofe si scontrino nel rivendichare la maternità di antiche tradizioni, soprattuto se si tratta qualcosa che porta lustro e ricchezza. In queste situazioni mi piace immaginare di osservare il nostro pianeta dalla Luna, così piccolo… cosa può importare, dopo millenni, infondo, che una tradizione abbia avuto origine in un paese o in un’altro. Trovo più interessanti le sfide proiettate verso il futuro. La sperimentazione di nuove tecniche di coltivazione, per esempio, in questo caso, con l’obbiettivo di raggiungere risultati migliori, a costi inferiori… o la sperimentazine di nuove commistioni, nel caso specifivo dei vini… no?!

Mentre noi chiacchieriamo, i viticultori bulgari non perdono tempo e, per tornare tutto d’un fiato sul nostro pianeta, ai tempi correnti, vi devo dire che i vini bulgari sono presenti massicciamente non solo nel commercio internazionale, ma anche ai concorsi vinicoli più blasonati, e ne escono a testa alta! Bianchi e Rossi.

Per farvi un esempio, al Concours Mondial de Bruxelle 15 case vinicole bulgare erano presenti con ben 58 etichette, 20 delle quali hanno ricevuto dei premi: vi parlo di 2 Grand Gold medals, 5 Gold Medals e 13 silver medals, alle quali si aggiungono alcuni premi speciali. Uno per tutti, il Bulgarian Gold Stallion della Angelus Estate S.A. 2011 è stato nominato tra i 5 vini-rivelazione del 2014. touche!

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Bulgaria: Il Mar Nero, il kuk e l’isolotto di Santa Anastasia.

Cari tutti, eccomi di nuovo qui a scrivere di bella Bulgaria.
Il Mar nero è puntellato da isole piccole o di media grandezza. Nero come la notte, navigando ti rendi conto del perché gli antichi, dopo qualche ripensamento, decisero di chiamarlo proprio così. E’ nero come il petrolio, ma trasparente come l’acqua potabile. Difficile da immaginare, impressionante da vedere.

Domenica 29 Giugno è stata, qui da noi, la prima vera bella domenica di inizio estate dopo un inverno ed una primavera, diciamo, freddini (e qui, giù con tutti i miei post passati sulla meteropatia e i miei disagi quando le temperature vanno sotto i 25 gradi… vabè…). Risalgo al periodo con precisione perchè, cambiando per sbaglio il settaggio della mia mitica testa rossa – sto ancora affinando la tecnica di gestione di queste manine in più che spuntano vicino alle mie mentre faccio le cose più delicate, (ce la farò!) – dicevo, nelle foto che ho scattato quel giorno è rimasta impressa la data. Poco male.
Nonostante qualche nuvoletta sparsa, il sole splendeva alto nel cielo. Che fai, non ne approfitti immediatamente? Dal molo di Burgas partono ogni giorno, tre volte al dì, dei traghetti molto simpatici, tutti rossi, dall’aspetto un po’ vintage, diretti all’isolotto di Santa Anastasia (in bulgaro: Ostrov Sv Anastasiyas). Si chiamano Kuk. Così, decidiamo di prendere il Kuk delle 9.30. Un orario abbastanza comodo per noi che ormai ci svegliamo presto ed anche sicuro per il Piccolo Esploratore che teniamo ancora al riparo dai raggi ruggenti del mezzogiorno.

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Di rientri: qualche pensiero, senza esagerare!

Aver un luogo al quale far ritorno, un punto fermo, è una ricchezza. L’ho imparato da piccola, salutando la mia città dalla prua di una nave in partenza. E’ uno dei ricordi più antichi che ho. Non commuovetevi, è un bel ricordo!
Circostanze vogliono che io abbia due luoghi ai quali far ritorno. Ma in questo particolare periodo della vita se ne è aggiunto un terzo, che poi è la città in cui vivo abitualmente e dalla quale mi sono allontanata per un annetto con il Grande ed il Piccolo Esploratore. Sto parlando di Roma, lo sapete. Continua a leggere